Duro colpo per Anonymous Italia

Il problema di Anonymous è sempre stato quello delle infiltrazioni e ancora una volta è costato caro, nonostante l’innata diffidenza superata a pieni voti dagli specialisti sotto copertura.

Il duro colpo inferto principalmente a due Anon di Anonymous Italia e Operation Green Rights, conosciuti rispettivamente come Otherwise e Aken, risale alla notte dello scorso 19 Maggio, durante la quale la Polizia Postale ha fatto irruzione nelle abitazioni dei cyber-hacktivisti, scrivendo la parola “fine” sulle loro vite vissute nell’anonimato più totale, che fino a quel momento ha permesso loro di compiere numerose intrusioni nei siti delle istituzioni e non solo.

Gli ultimi recenti attacchi rivendicati dall’account ufficiale, @OperationItaly, sono stati rivolti ai siti di Expo 2015 ed al Ministero della Difesa, ma le mosse dei ragazzi erano sotto osservazione del nucleo C.N.A.I.P.I .C  della Polizia Postale (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), coordinata dalla procura di Roma, senza tralasciare i precedenti obiettivi rivendicati nel tempo e che costituiscono il nutrito elenco di attacchi nelle mani degli inquirenti, quali vari Ministeri, Vaticano, Enel, Eni, SIAE, AGCOM, Polizia, Carabinieri.

Dalle informazioni trapelate, Otherwise, 27 anni, molto conosciuto anche in ambito internazionale, è stato incastrato a causa di un banale errore, se così si può definire, compiuto nei canali IRC dove gli agenti sotto copertura spaziavano tranquillamente, avendo ottenuto la fiducia dei partecipanti. E’ bastato un’accenno di Otherwise, subentrato ai vertici della legione italiana dopo l’arresto di MadHat nel 2013, a gettare nello sconforto il mondo Anonymous .

L’accenno di un infortunio al polso durante la chat sui canali IRC, ha fatto si che gli agenti mascherati da Anonymous scandagliassero  le cartelle INPS e riuscissero a dare un volto, un nome, una vita (sbattuti in ogni dove) alla persona che gli inquirenti hanno definito “Primula rossa”, Ghost, tanto è stata l’attenzione nei minimi particolari per proteggere la sua identità.

Da quello che è emerso fin’ora ma senza conferme ufficiali, sembra che Otherwise sia riuscito a spegnere il pc staccando la presa dal muro per attivare la crittografia prima che gli agenti lo sequestrassero, insieme al altri computer e HDD. Prima dell’irruzione, gli uomini della Postale nel canale IRC, hanno cercato di tenerlo collegato per coglierlo con il computer acceso. Le imputazioni a suo carico sono pesanti, gli investigatori parlano di prove inequivocabili ma è tutto da dimostrare con il proseguo delle indagini rivolte a molte altre persone.

Otherwise si trova agli arresti domiciliari ed oltre alla minaccia incombente dell’accusa formale per i capi d’imputazione (danneggiamento di sistemi informatici, interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche, accesso abusivo a sistemi informatici, detenzione e diffusione di codici di accesso a sistemi informatici), gli amministratori dei siti, le persone alle quali sono stati sottratti dati sensibili, gli Enti attaccati, si preparano a chiedere il risarcimento dei danni subiti, se provato il diretto coinvolgimento in tali azioni. Si tratta di cifre da capogiro che possono distruggere per sempre una vita.

C’è un’altra imputazione, la più pesante, l’associazione a delinquere, per la quale la legge stabilisce la partecipazione di un minimo di 3 persone. A questo riguardo non è chiaro chi sia il terzo presunto membro, al momento sono tutti “presunti”.  Risulta siano state denunciate altre 3 persone, fra le quali h[a]te, ma non sono emerse ulteriori informazioni al riguardo, se non la “visita” simultanea da parte delle forze dell’ordine nell’abitazione di un redattore di Radio Blackout, ubicata in Val di Susa e dichiaratamente contro la costruzione della Torino-Lione (qualche anno fa un parlamentare ne aveva chiesto la chiusura), ma pare non risultino elementi certi che possano determinare il suo coinvolgimento, al momento indagato. E’ stato sequestrato un notebook che non appartiene alla persona, la quale ha raccontato in diretta radiofonica la disavventura, dichiarando di non aver nulla a che fare con Anonymous, oltre al fatto di essere particolarmente lontano dalla tecnologia e di non possedere nemmeno un indirizzo mail.

Aken, 31 anni, è l’Anon “internazionale” del conosciutissimo canale Operation Green Rights ed associato a OperationItaly, dedito a tutto quello che riguarda le battaglie ambientaliste, dagli OMG/Monsanto alla TAV, Bayer, Dupont e quant’altro. L’errore fatale di Aken, agli arresti domiciliari, è stato di collegarsi ad una rete wifi non protetta, essendo inconsapelvolmente sotto stretta osservazione, questo è bastato per l’identificazione e il conseguente stop, fine della corsa. Anch’egli ha tentato di scollegare il pc nel mentre dell’irruzione, ma inutilmente ed è stato accusato per questo anche di resistenza a pubblico ufficiale.

Le indagini comunque sono ben lontane dalla conclusione, essendo coinvolte più città italiane e più persone nel mirino degli investigatori e potrebbero allargarsi oltre i nostri confini.

L’inaspettato arresto dei due ragazzi ha rapidamente fatto il giro del mondo Anonymous, media locali e internazionali,  tanto che, a quanto pare, un’avvocato statunitense avvezzo alla difesa inerente a reati di questo tipo, ha fatto sapere di essere disposto ad affiancare i legali italiani dei presunti hacktivisti digitali. Sono tutte (non proprio tutte) notizie circolate in questi giorni e naturalmente da prendere senza alcuna ufficialità, se non il comunicato emanato dalla Polizia dell’avvenuta operazione chiamata, non a caso,  UnMask e in cui si fa accenno a sofisticate tecniche impiegate per la riuscita di tutta l’op.

La macchina della solidarietà e supporto si è subito messa in moto tra gli ambienti sotterranei e non, a mezzo video di matrice internazionale, così come su piattaforme apposite, come del resto è sempre avvenuto in circostanze simili, senza nascondere il dolore per la “perdita” dei 2 amici che hanno rappresentato il punto di riferimento di Anonymous Italia  e Operation Green Rights. Allo stesso tempo, gli Anon, peraltro consapevoli dei rischi del “mestiere”, assorbito il colpo, lasciano chiaramente intendere che la loro lotta, con i loro mezzi, non si fermerà, ora il leit motiv sui social è: FreeAnons, FreeOtherwise, FreeAken.

Quando un Anonymous è arrestato e la sua identità svelata è come una morte. Ma più forte della morte è l’amore. I nostri compagni amati sono con noi, nei nostri cuori. Nessun arresto potrà strapparli via. Aken e Otherwise erano e sono veri anon, che hanno combattuto per l’ideale pur sapendo quali conseguenze avrebbero pagato. Tutta la Legione sente la vostra mancanza, ma non lasceremo che il vostro arresto sia vano, ci sarà una Vendetta anche per voi, Fratelli. Infine vi vogliamo ringraziare per tutto quello che avete fatto con noi e per il tempo trascorso insieme. Non vi dimenticheremo mai.

Credo che la loro battaglia contro la pedofilia online, che tanto ha fatto e mai sopita, non sarà tenuta in considerazione, così come il supporto per contrastare la propaganda dell’ISIS sul web e dai quali account Otherwise è stato minacciato.  Agli atti saranno evidenziati, se le prove lo permetteranno, gli attacchi ai siti istituzionali e simili con i relativi conteggi dei danni arrecati dalla “cellula criminale”, dai “criminali”. Questi sono i termini utilizzati a mani basse in questi giorni. Ma loro sono semplicemente “Anonymous”, un mondo a parte,  complesso, fuori dalle regole, allo stesso tempo fortemente immerso nella vita reale.

I ragazzi rischiano 10 anni di carcere.