Google annuncia Android 6.0 M e 5.2, 5.3 Lollipop

Google, a sorpresa, come sua consuetudine, ha annunciato le novità del futuro prossimo di Android, senza eventi in grande stile, semplicemente con un post sul proprio blog. Il tutto a quasi due mesi dal Google I/O, evento in cui si prevedevano grandi annunci su Android (che a questo punto sono stati anticipati).

Veniamo a noi, Big G ha presentato Android 6.0 M (il nome, come al solito, verrà annunciato solo a novembre, col rilascio ufficiale) e ne ha definito i 4 punti fondamentali su cui si baserà lo sviluppo della nuova incarnazione del robottino verde: performance, utilizzo efficiente delle risorse, sicurezza e supporto ad un numero maggiore di dispositivi diversi.

Durante il Google I/O, verrà rilasciata una prima preview per Nexus 6 e Nexus 9 e un’anteprima dell’SDK, per permettere agli sviluppatori di inziare ad adattare le loro app. Ad agosto ci sarà una seconda preview, estesa a Nexus 5 e Nexus 7 2013 WiFI e il rilascio dell’SDK definitivo. A novembre verrà rilasciata la versione definitiva per tutti i Nexus (Google dice che supporterà tutti quelli su cui gira Lollipop, quindi si prevede una terza vita per Nexus 4, 7 2012 e 10) e gli Android One, con probabile presentazione di nuovi device. Ovviamente durante l’evento si parlerà anche delle novità del robottino non ancora annunciate e di tutto ciò che concerne lo sviluppo nell’universo Google.

Nel lungo post sono anche stati parzialmente dettagliati i 4 punti su cui si focalizzerà M, per cui ve li riporto.
Performance e utilizzo efficiente delle risorse: in Android M ci sarà una nuova versione di ART, con un nuovo compilatore, inoltre saranno previsti tutta una serie di accorgimenti che aumenteranno la reattività del sistema, anche su dispositivi con hardware mediocre.
Il punto dolente di ART, rispetto alla vecchia Dalvik, è che le app richiedono più spazio sul dispositivo e l’installazione dura di più, bene, in M le app occuperanno meno spazio che su KitKat e precedenti, grazie ad un particolare algoritmo di compressione, che però non impatterà sulle performance, anzi, dovrebbe garantire tempi di avvio quasi istantanei. Inoltre, la compilazione delle app in parte avverà sui server di Google, al momento della richiesta di installazione dal Play Store e verrà poi completata sul dispositivo, in modo da ridurre i tempi di installazione. Anche la dimensione dell’immagine di sistema verrà notevolmente ridotta, per aumentare lo spazio di archiviazione a disposizione dell’utente, novità che faranno felici soprattutto i possessori di dispositivi con meno di 8GB.
Al Project Volta, si unirà Project Ampere, il cui compito sarà di ridurre drasticamente il consumo di batteria. Volta, come ora, fornirà una serie di API agli sviluppatori per rendere battery friendly le loro app, Ampere invece agirà a livello di sistema e sarà in parte integrato nel Play Services. Grazie ad Ampere, Google prevede almeno 2 giorni di autonomia, con uso intenso, sul Nexus 6 e una settimana di autonomia sugli smartwatch attuali che beneficeranno dell’aggiornamento.
Su Android M, la crittografia sfrutterà l’hardware dedicato (se il SoC ne è provvisto), quindi questa non sarà più software come su Lollipop, con un notevole incremento delle prestazioni di lettura/scrittura sulla memoria di massa.
L’altra risorsa che sarà ottimizzata, sarà il display, ci saranno tutta una serie di novità, in primis l’esecuzione in primo piano di 2 o più app (rispettivamente nel caso di phablet o piccoli tablet e tablet di grande formato), che porteranno ad un uso più agevole dei dispositivi moderni che crescono sempre più in dimensioni. Un occhio di riguardo anche per i dispositivi a bassa risoluzione.

Sicurezza: in Android M, le app saranno eseguite in un’apposita sandbox, in modo da non compromettere mai il sistema, la novità vale sia per le app scaricate dai canali ufficiali, Play Store, che quelle prelevate da altre fonti, in genere quelle più rischiose. Inoltre, il Play Services monitorerà eventuali comportamenti anomali (lo fa già ora) e agirà di conseguenza. website load testing Nel caso di app scaricate da altre fonti, fornirà dettagli all’utente e chiederà a quest’ultimo se considerarle affidabili.
Finalmente torna App-Ops, la gestione dei permessi delle app, che aveva fatto la sua prima comparsa in KitKat, per poi essere disabilitato del tutto in Lollipop. Nelle Impostazioni, per ogni app, ci sarà una scheda coi permessi negabili, inoltre, fin dall’installazione si potranno scegliere le risorse a cui potranno accedere le app. Nel caso una risorsa negata sia necessaria per il funzionamento di un’app, apparirà una schermata che chiederà di concedere il permesso, un po’ come accade ora per le app che hanno bisogno di accedere alle notifiche o di avere permessi di amministratore.
Una delle novità di Lollipop è che alcuni elementi, quelli molto più vulnerabili, vengono aggiornati tramite Play Store (Android WebView) o Play Services, in Android M la cosa verrà potenziata, tutte le patch di sicurezza e i bugfix verranno rilasciati attraverso un apposito canale (in Lollipop viene sfruttato il Play Services, come già detto, ma per alcune patch c’è comunque bisogno di aggiornamenti firmware), a tutti i dispositivi, direttamente da Google, senza dover aspettare aggiornaementi del firmware da parte del produttore (un po’ come succede su Windows). In poche parole sparirà la terza cifra dal numero versione, poichè non più necessaria.

Supporto a dispositivi diversi: Android Wear 6.0 M verrà esteso a tutti i wearable, comprese smartband e occhiali (si proprio loro, si preannuncia la seconda generazione dei Google Glass); nel caso delle smartband e dispositivi per il fitness in genere, ci sarà un’apposita versione “ridotta” che si integrerà con Google Fit e quindi anche con tutte le app che supportano questa piattaforma.
Android VR sarà invece la versione dedicata alla realtà aumentata, disponibile per visori e altri gadget.
Android PC, soppianterà Chrome OS (era anche ora). Ovviamente Chrome OS non sparirà del tutto, verrà fuso insieme ad Android, per garantire la migliore esperienza desktop. Tutti i Chromebook, sia con architettura ARM che x86 verranno aggiornati ad Android PC, compresi Chromebook Pixel 2 e la recentissima Chromestick.
Infine abbiamo Android Embedded, una versione dedicata a tutti quei dispositivi che ambiscono a diventare smart e portare a compimento la domotica, come gli elettrodomestici. Android Embedded potrà essere dotato o meno di interfaccia con cui interagire; in ogni caso sarà governabile da tutti i dispositivi dotati di Android Lollipop e superiori (il supporto arriverà tramite un futuro aggiornamento di Play Services).

Per tutto il resto, bisognerà aspettare il Google I/O 😀

Veniamo ora alla release corrente di Android, Lollipop, sono previsti altri 2 aggiornamenti di mantenimento: 5.2 e 5.3
La 5.2 rifinirà ulteriormente Lollipop, verranno risolti ancora bug, tra cui il famoso memory leak e la presenza di servizi tra le app nel “task manager” (entrambi ancora presenti in qualche modo nella 5.1) e verranno accontentati gli utenti: verrà reintrodotta la modalità Silenzioso, senza dover disattivare necessariamente le interruzioni e verrà aggiunto un tasto per terminare tutte le app nella scheda Recenti (task manager). Google si augura di completare il rilascio della 5.2 sui Nexus entro il Google I/O, quindi il rollout inizierà presumibilmente tra qualche settimana (ma non è ancora arrivata la 5.1, azz 😀 ).
A luglio sarà la volta di Android 5.3, ultima release di Lollipop, in attesa dell’esordio di M, mistero sulle novità, probabilemente un nuovo SDK per tutti quei dispositivi che non riceveranno M, per renderli compatibili con i nuovi dispositivi e le companion app che li accompagneranno.

È tutto, vi aspettavate una simile sorpresa? 😀

Fonte: Android Official Blog