Editoriale: come sarà il successore del Nexus 5?

Dopo il mio primo editoriale dedicato al futuro della gamma Nexus, ecco che mi accingo a scriverne un secondo, sempre seguendo lo stesso filo conduttore, i Nexus di Google. Come sarà il prossimo smartphone/phablet(tra poco vi spiegherò il motivo dell’ambiguità) targato Google? Quando uscirà? Logo Nexus Nel primo editoriale avevo profetizzato la mancata fine della gamma Nexus, come invece veniva gridato in ogni dove. Avevo anche ipotizzato qualcosa sui nuovi arrivi. Cosa è successo in questi mesi? Come prima cosa, avevo ragione 😀 I Nexus non verranno mai abbandonati da Google, nè per una nuova serie di device, nè per accontentare i produttori. Android Silver attualmente non esiste, qualcosa ci potrà essere in futuro, ma i Nexus rimarranno sempre lì, poichè vanno a braccetto con lo sviluppo di Android, ogni Nexus incarna lo spirito di una release del robottino verde. Sono la parte materiale di Android. Durante il Google I/O sono successe anche tante altre cose, è stata presentata una gamma di dispositivi a basso costo destinata ai mercati emergenti, Android One e la nuova versione di Android in tutte le sue incarnazioni: Android Wear per gli indossabili, con i primi smartwatch prodotti in collaborazione con LG e Samsung; Android TV, per le smart TV e Set Top Box; Android Auto, sistema multimediale destinato alle autovetture e ultimo, ma non meno importante, anzi, per noi molto più importante, Android L, la release che a novembre sostituirà Android 4.4 Kit Kat. Cos’ha di speciale Android L e perchè influenzerà così tanto i prossimi Nexus? Per prima cosa, è tutto nuovo, nuova interfaccia, nuovo runtime, ART e tante altre cose; ma la cosa più importante è che Android L supporta nativamente tutte le architetture più diffuse: ARM, x86 e MIPS, con la novità dei 64 bit, aspetto che determinerà le caratteristiche dei futuri top di gamma. Veniamo a noi e allo scopo di questo editoriale; durante e dopo l’I/O, Google ha detto esplicitamente che ci saranno ancora Nexus, anche a fianco di nuovi progetti, inoltre già nel prossimo futuro avremmo un paio di device, un tablet e uno smartphone. Il tablet, come dissi anche nel precedente editoriale, ce lo aspettavamo per luglio, ma non c’è stato nulla, motivo? Molto probabilmente Googe vuole almeno un device con SoC a 64 bit e con supporto alle nuove ottimizzazioni grafiche di L. L’unico SoC che risponde a questi requisiti è l’nVidia K1, con core a 64 bit e GPU di classe desktop, ma la produzione non è ancora nella sua fase migliore e inoltre Android L è ancora acerbo. Morale, impossibile vendere il tablet a luglio. Tablet che tra l’altro è già quasi confermato ed è anche stato usato per dimostrare le performance grafiche di Android L. Il successore del Nexus 7 (ma anche del Nexus 10) sarà prodotto, come da rumor, da HTC, avrà nVidia K1 nella variante a 64 bit come motore e una diagonale di 8/9″. Qualcosa di diverso da quello che immaginai, ma pazienza, non si può azzeccare tutto 😀 Come sarà invece il successore del Nexus 5? Un super smartphone a 64 bit? No, difficile, analizziamo qualche ipotesi.

  1. Il Nexus 6 avrà un potentissimo SoC a 64 bit. L’unico SoC a 64 bit che può essere definito di fascia alta (come sono storicamente gli smarphone Nexus) in produzione per un’uscita pre-natalizia è l’nVidia K1 che troveremo a bordo del Nexus 9, ma c’è un piccolo particolare, non può essere utilizzato in uno smartphone per via della GPU che occupa una superfice troppo grande, inoltre consuma troppo per una batteria da smartphone. La produzione degli Snapdragon 808 e 810, i SoC high-end a 64 bit di Qualcomm, sarà a regime, molto probabilmente, nel secondo quadrimestre del 2015. Cosa significa? Se il Nexus 6 sarà un top di gamma con SoC a 64 bit, allora il Nexus 5 ci accompagnerà ancora per parecchi mesi, diventando così lo smartphone di Google più longevo, se non verrà ritirato dalla produzione come è accaduto col Nexus 10.
  2. Il Nexus 6 sarà un dispositivo con SoC a 64bit di fascia media/medio-bassa. In questo caso l’uscita per novembre è assicurata e Google potrà proporre sia un tablet che uno smartphone con supporto pieno ad Android L. Per quel periodo potrebbero essere in produzione i SoC di Qualcomm della serie Snapdragon 4xx a 64 bit, ma la scelta di Google ricadrebbe quasi sicuramente su MediaTek, il colosso orientale che sta spopolando nei device a basso costo. Infatti durante il Google I/O si è parlato di accordi tra le due società, in cui MediaTek si è impegnata a supportare meglio i propri SoC. Inoltre MediaTek è anche entrata nella OHA (Open Handset Alliance, il consorzio dietro Android). Piccola parentesi, gli accordi potrebbero riguardare in gran parte la gamma Android One, in quanto MediaTek è l’unico produttore che riesce a garantire la produzione di SoC discreti a bassissimo costo. Cosa potrebbe offrire MediaTek per il Nexus 6? Il MT6795, un SoC annunciato qualche settimana fa con 8 core a 64 bit e disponibile già da quest’anno, con un tempismo perfetto per l’uscita del device. Qualcuno di voi potrebbe pensare che con 8 core sarà un device di fascia altissima, io dico che sarà un buon device di fascia media, come MediaTek ci ha dimostrato con tutti i suoi octa-core. I core di questi SoC sono basati su architetture votate più al risparmio energetico che alle prestazioni pure e metterne 8 insieme non cambia la musica. Anche se Android dovesse essere ottimizzato a dovere per supportare un simile parallelismo, le situazioni in cui verrano usati tanti core saranno pochissime, con la conseguenza che nella pratica le prestazioni saranno solo discrete. Nexus 6 apparentemente di fascia altissima, ma in pratica di fascia media, un passo indietro da parte di Google per offrire la nuova piattaforma.
  3. Il Nexus 6 (o 5 2014) sarà un aggiornamento dell’attuale. Google potrebbe decidere di far uscire lo smartphone a novembre, senza rimandare come è stato fatto col tablet, ma senza scendere di fascia. Come potrebbe riuscirci? Rimanendo sui 32 bit e dando una rinfrescata ai vari componenti. Gli sviluppatori si affideranno al tablet per testare i famosi 64 bit e avranno anche qualcosa di nuovo come smartphone, magari con uno schermo QuadHD, come quello della maggior parte dei top di gamma di quest’anno. Ipotesi molto probabile, visto che gli sviluppatori hanno bisogno di vedere come si comportano le app alle varie risoluzioni, mentre sono interessati relativamente al SoC, visto che le app non utilizzano codice nativo. Come sarà questo Nexus nel caso di quest’ultima ipotesi? Simile a quello che ho immaginato qualche tempo fa. Bisogna dire che c’è un misterioso Motorola Shamu in giro; cos’ha di particolare? Il nome in codice e il kernel della release di Android L che ha a bordo. Google per i Nexus è solita usare nomi di animali marini e Shamu è uno di questi (un’orca assassina), inoltre questo misterioso Motorola usa un kernel particolare, quello di Google. Le caratteristiche tecniche si avvicinano molto a quelle che chiunque immaginerebbe per un Nexus 6 a 32 bit: SoC Snapdragon 805, 3 GB di RAM, display QuadHD da 5,2″, fotocamera posteriore da 13 MP e anteriore da 2,1 MP; ovviamente a bordo ci sarà Android L. L’unica nota stonata è la fotocamera posteriore, che finalmente non è più sottodimensionata come Google ci ha abituato. Non tanto stonata se si pensa che Android L introdurrà novità sostanziali nel comparto fotografico, quindi bisgna dare ai developer un buon sensore per testare le nuove API 😉 I benchmark di questo Shamu sono inoltre sottotono, come succede da sempre per i Nexus, device che non beneficiano delle “ottimizzazioni” dei produttori per ottenere punteggi elevatissimi (a che servono i punteggi quando c’è l’ottimizzazione vera?). Motorola è anche una scelta sensata, Google non poteva usare il brand quando era di sua proprietà, per ovvie ragioni, ora nulla gli impedisce di affidarsi al produttore che più sta crescendo, un contentino di fine rapporto per Motorola.

In conclusione, cosa dobbiamo aspettarci? Il Nexus 5 2014, aka Motorola Shamu, in uscita a novembre, insieme al Nexus 9 (HTC Volantis). Google in genere cerca di anticipare la generazione successiva di device, ma stavolta c’è poco da anticipare, almeno sul fronte smartphone; difficile che i futuri LG G4, HTC M9 e Samsung Galaxy S6 riusciranno a proporre qualcosa di veramente nuovo (a meno di non uscire tardi, o con SoC di fascia più bassa o proprietari), forse ci toccherà assistera ad un altro anno di stallo, in attesa che la nuova versione di Android maturi. All’epoca del mio precedente editoriale, immaginavo che la gamma Nexus non sarebbe finita e che il futuro Nexus sarebbe stato solo un semplice aggiornamento dell’attuale Nexus 5, “fantasie” che iniziano a trovare conferme. Dopo il Google I/O a questa ipotesi si è affianca la prima che ho descritto su, un nuovo Nexus solo quando i tempi saranno stati maturi per i 64 bit; con la presentazione del MediaTek MT6795 è balenata anche la seconda ipotesi, ma conoscendo Google la più probabile rimane l’originale (la terza nell’analisi fatta prima). Google è solita disseminare indizi ovunque per far crescere l’hype e Shamu sembra proprio far parte di questa strategia; quando Android L avrà un nome, molto probabilmente lo vedremo tra le mani di un dipendente Google 😀 (Per chi non lo sapesse, nel video dell’annuncio di KitKat, un dipendente scattava foto con un misterioso device, magistralmente piazzato di fianco al Nexus 4, il Nexus 5). Vista la diffusione degli schermi 2K tra i top di gamma e vista la natura dei Nexus, è necessario che Google dia quanto prima ai developer una base per testare a dovere il supporto a questa risoluzione delle app, i 64 bit possono aspettare, anche perchè prima di qualche tempo non ci saranno device con nuovi SoC, escludendo il Nexus 9. Motorola è un’ottima pretendente, azienda che sta rinascendo e che per un breve periodo è stata di Google; l’unica che non collabora alla frammentazione di Android, producendo device con Android stock e supportati ottimamente. Fino a qualche giorno fa sembrava che davvero sarebbe stato dato alla luce un Nexus 6, con un display da ben 6″, un phablet praticamente, ora la cosa si è ridimensionata, 5,2″, dimensioni sempre estreme per uno smartphone, ma….non si può avere tutto 😀 Se qualcuno di voi ha un Nexus 5, che se lo tenga ben stretto, verrà ufficialemte aggiornato ad Android L e non ha nulla in meno rispetto al probabile Nexus 5 2014, a parte la fotocamera, che tutto sommato non è male. Il nuovo Nexus ha si un SoC più potente, con una GPU che fa la differenza, ma deve pilotare il doppio dei pixel, ridimensionando di molto il gap tra i due device, che comunque rimane irrisorio per via dell’ottima ottimizzazione (scusate il gioco di parole) di Android stock. I 3 GB di RAM ora sono un handicap (guardate il confronto tra i due G3, quello con 2 GB e quello con 3 GB, il primo va meglio del secondo), poichè Android gestisce malissimo quantità di RAM maggiori dei 2 GB; ma Android L sicuramente cambierà le carte in tavola. In ogni caso il gigabyte in più farà la differenza soltando nel multitasking più spinto, tenendo praticamente sullo stesso livello i due Nexus. Neanche un Nexus 4 dovrebbe soffrire l’anzianità rispetto alla reincarnazione del 2014, l’unica discriminante rimane il supporto ufficiale ad Android L, non ancora confermato, che comunque sarà garantito dalla community di modder; quindi mi sento di sconsigliare anche i possessori di Nexus 4 di fare l’acquisto, considerando che le vere novità arriveranno soltanto nel 2015 inoltrato. Chi è in cerca di un nuovo smartphone senza tanti fronzoli e supportato in maniera superlativa, può considerare l’acquisto del Nexus 5 attuale, possibilmente non dal Play Store (finchè Google non taglierà il prezzo), visto che ormai si trova a cifre bassissime (è pur sempre un top di gamma che da del filo da torcere anche ai vari S5 e G3); bisogna considerare che il Nexus 5 2014,anche se uscirà a novembre, vista la limitata capacità produttiva iniziale, sarà realmente disponibile solo l’anno prossimo, a parte i pochi fortunati che riusciranno ad accaparrarsene uno dei primi lotti (spesso non al top). Anche se Shamu non si rivelerà quel che sembra, ma avremmo un Nexus powered by MediaTek, le considerazioni appena fatte continuano ad avere valore, i 64 bit nella pratica non fanno la differenza, soprattutto i primi tempi e a maggior ragione se si punta a qualcosa di fascia più bassa e meno prestante. Se Google aspetterà tempi migliori, il Nexus 5 attuale rimarrà l’unica scelta per ancora molto tempo, non si scappa 😀 Finisco di annoiarvi, riprendo questo blog dopo tanto tempo con un editoriale, quindi mi sento giustificato per essermi dilungato 😀 Voglio però proporvi ancora qualche riga, come sarà lo smartphone Nexus del 2015? Vi dico la mia: Qualcomm Snapdragon 810, 4 GB di RAM, 32/64 GB di storage, fotocamere da 16 e 5 MP con funzionalità avanzate, batteria finalmente da top di gamma, con ricarica wireless a distanza, LTE Advanced e WiFi a/b/g/n AC dual band, display 2K da 5″ OLED (purtroppo non sarà così), IR e connessioni varie a cui siamo già abituati, porta USB 3.1C con supporto OTG e SlimPort, tutti i sensori canonici, supporto avanzato ai wearable e alla misurazione dei paramentri vitali. Per ora mi accontento di questo, ditemi la vostra riguardo il futuro prossimo e meno prossimo 😀 Soprattutto cosa vi aspettate per questo novembre. Ciao, alla prossima 🙂