Con Project Shield Google protegge il web

Lunedì scorso Google ha organizzato una conferenza a New York  per presentare un nuovo progetto atto a cercare di proteggere la libertà d’espressione in rete, soprattutto nei paesi dove gli utenti sono sottoposti a censure e attacchi DDoS politici al fine di impedirne la comunicazione. 

Il progetto denominato Project Shield mostra in prima battuta la Digital Attack Map,  in modo tale da poter avere sotto controllo, in tempo reale, la situazione in essere in tutto il mondo, seguita da una una nuova tecnologia chiamata uProxy, un software che permetterà di aggirare la censura e che sarà inserito in Chrome e Firefox. Al momento la mappa messa a punto in collaborazione con Arbor Network,  non è ancora accurata e presenta alcune inesattezze. E’ interessante comunque notare l'”epicentro/i”  da cui partono gli attacchi.

 

 

Project Shield, è condotto da un ex funzionario del Dipartimento degli Stati Uniti, Jared Cohen, il quale, con questa iniziativa ha tutte le intenzioni di proteggere o perlomeno di offrire gli strumenti che tenteranno di proteggere la circolazione di contenuti e le comunicazioni senza interruzione da parte dei governi che la ostacolano.

Google ha già ospitato siti che sono stati attaccati con DDoS a sfondo politico e dichiara di essere in grado di resistere a tali attacchi rispetto ai siti web ospitati in modo indipendente. Il programma, in fase beta, è stato testato da un sito in lingua persiana e da un sito in Kenia monitorato per la protezione digitale a riguardo delle elezioni nel paese.

Il software uProxy è finanziato da Google, ma sviluppato dall’Università di Washington e senza scopo di lucro dal  gruppo Brave New Software, sarà inserito come un plugin, quindi nessuna difficile configurazione e soprattutto non è da confondere con uno strumento che assicura l’anonimato in rete,  ma servirà semplicemente per evitare i blocchi ed usufruire di una connessione sicura e con alcune funzioni di una VPN.

Le connessioni avverranno fra utenti via peer- to- peer ma  previa comunicazione fra le parti, via mail o chat e risulteranno crittografate in modo da non presentare dati “palesi”, nemmeno nel caso fossero intercettate. Metodo usato per aggirare i controlli delle agenzie governative per accedere ai social nei paesi a regime dittatoriale.

uProxy, quando uscirà dalla fase beta privata, rilascerà i sorgenti consultabili per una licenza open-source Apache 2.

 

 

Insomma, Google ribadisce la sua attenzione per un web libero e senza frontiere, naturalmente avrà anche un tornaconto, ma l’importante è che le persone in situazioni repressive ne traggano vantaggio.