Italia nello Special 301 Report- USA attende al varco AGCOM

E’ periodo di “report”, gli Stati Uniti, nelle vesti dell‘Office of  the United States Trade Representative (USTR), compila la lista nera dei paesi che non hanno adempiuto alla salvaguardia dei contenuti digitali coperti dal diritto d’autore. Il tutto racchiuso nello Special 301 Report.

Secondo il rapporto l‘Ucraina è il n. 1 fra i paesi che peggio si comportano nei confronti del copyright in terra statunitense, inserita nella sezione Priority Foreign Country, per aver “completamente fallito nel garantire un livello di accesso equo al mercato della proprietà intellettuale“. Traduzione: mancata raccolta delle royalty da parte delle società preposte, ad appannaggio (qui ci vorrebbe la faccina che guarda  al cielo) dei titolare dei diritti. Nella stessa sezione compaiono anche Algeria, Argentina, Cile, Cina, India, Indonesia, Pakistan, Russia, Thailandia e Venezuela.

La Spagna, risulta uscita dalla lista del paesi più pirati del web, gli USA sembrano soddisfatti del nuovo testo di Riforma che il governo spagnolo si appresta a mettere in atto. Gli utenti lo saranno meno, visto che le piattaforme di streaming e file sharing dovranno rimuovere interi cataloghi e link a contenuti protetti, abbandonando l’ormai superata legge SINDE che prevedeva la rimozione su richiesta dei detentori dei diritti.

E veniamo all’Italia. Ebbene si trova fra i sorvegliati speciali, nella Watch List. Il governo statunitense è preoccupato dagli innumerevoli “nulla di fatto” da parte della AGCOM negli ultimi due anni, la quale non ha potuto mettere in atto le varie delibere anti-pirateria, osteggiate da più parti, dal popolo della in primis.

A proposito di AGCOM, gli Stati Uniti possono sperare in un futuro più roseo ed è per questo motivo che l’Italia è sotto osservazione in attesa di prossime delibere. Infatti, per la terza volta in due anni, AGCOM ci riprova. E’ cambiato il Presidente, è cambiato il Commissario, è cambiato il governo (se così si può definire) che a suo tempo non ha appoggiato le precedenti delibere, ma le intenzioni  sono rimaste intatte. Il 24 Maggio, i capoccioni di AGCOM, si riuniranno attorno ad un testo già scritto, per l’ennesima volta.

AGCOM riprenderà un percorso pericoloso, ancora una volta privo di verifiche giuridiche, esclusivamente amministrative, con tutto quello che ne consegue. Vedremo quello che succederà, vedremo se si prospetterrà un’altra “notte della rete“.