Anonymous attacca Israele: #OpIsrael v.2

Anonymous ha ripreso la seconda ondata di attacchi  informatici al governo Israeliano. Dopo la tregua,  annunciata lo scorso Novembre, torna sotto i riflettori #OpIsrael, radunando tutte le forze disponibili per un’azione dimostrativa che si sta rivelando massiccia e penetrante.

La chiamata è stata rivolta a tutti gli Anon del mondo, i quali hanno risposto coordinandosi in un unica identità, a sostegno della popolazione palestinese. Il massiccio attacco informatico, ancora in essere e proveniente da numerosi paesi, è stato anticipato di un giorno, iniziando nella tarda serata di ieri 6 Aprile, alla vigilia del “Giorno della Memoria“.

Anonymous, nell’organizzazione dell’operazione, ha dichiarato di voler spazzare via Israele da Internet, motivandone le ragioni con un comunicato e avvisando la parte avversa:

“Voi non avete fermato le continue le violazioni dei diritti umani.Non avete rispettato il “cessate il fuoco”, non avete smesso insediamenti illegali. Avete dimostrato di non rispettare il diritto internazionale.”

Nonostante la Palestina sia stata riconosciuta come Stato facente parte dell’ONU, le rappresaglie contro la popolazione palestinese non sono mai cessate ed è per questo motivo che Anonymous manifesta esplicitamente, per la seconda volta, tutta la sua solidarietà verso i palestinesi.

 

 

Sono stati violati centinaia di siti, fra i quali siti governativi, la West Bank di Israele, sito della polizia e dell’esercito, sito personale del Primo Ministro. Sono stati inoltre assaliti 19000 account Facebook di membri appartenenti alla milizia e pubblicato online i relativi dati personali, compresi i numeri delle carte di credito.

Il numero dei siti attaccati e defacciati sono in continuo aumento, fino a qualche ora fa,  ne  risultavano 600/700 e 100 server, il collettivo si propone di arrivare a 1.300.

Le notizie di susseguono di minuto in minuto, la fonte primaria per gli aggiornamenti si trova seguendo l’account twitter @Op_Israel e le centinaia di tweet che riportano link a testate giornalistiche che seguono l’evento.

Anonymous avverte che numerosi siti attaccati sono stati infettati da malware e comunica le contromisure.

In queste ultime ore si è instaurata una lotta informatica di parti contrapposte. Hackers israeliani sembra abbiano fatto irruzione a loro volta in siti anti-israeliani, in particolare una fonte trasmette che il sito Anonymous OpIsrael.com è stato violato, lo stesso sito dal quale è stata coordinata l’#OpIsrael, notizia diffusa dal Jerusalem Post.

Roni Becher, capo della divisione “Attacco informatico” della società di sicurezza Avnet, ha dichiarato: “In questa fase, stiamo principalmente assistendo a un accumulo di tensione e di lotte di potere tra hacker israeliani e hacker di vari gruppi che hanno aderito ad Anonymous e aggiornando gli elenchi di siti web che intendono attaccare. In generale, è evidente che molte organizzazioni stanno facendo sforzi per fermare l’attacco, o almeno di ridurre al minimo i danni”,  ha aggiunto.

Gli aggiornamenti sono in continua evoluzione, così come le smentite e conferme del governo Israeliano.

Anonymous ha contribuito in modo significativo nel supporto ai palestinesi, nell”eterna e sanguinosa diatriba fra i due stati, schierandosi, come sempre, dalla parte dei più deboli, senza risparmiarsi e rischiando la libertà dei suoi membri. Voci non confermate, parlano di alcuni Anon arrestati dal governo israeliano.